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Ambition Bio 2017: anche la Francia in Prima Linea nel Biologico

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Il Governo francese promette maggiori contributi pubblici per la trasformazione di terreni convenzionali in terreni per la produzione biologica in modo da rilanciare il settore primario. Questo nasce sia da una crescente domanda sul mercato ma anche dal fatto che, la differenza dei costi di produzione e conseguentemente i prezzi dei prodotti biologici e convenzionali non è più così significativa come qualche anno fa.

Il Piano Ambition bio 2017, prospettato dal ministro francese dell’agricoltura, Stéphane Le Foll, mira a raddoppiare le superfici dedicate al biologico entro il 2017 grazie all’utilizzo di fondi all’uopo destinati. Tali fondi passeranno gradualmente dai 90 milioni di euro attuali ai 160 del 2020 e contribuiranno a coprire i costi sostenuti dagli agricoltori nei primi 3 anni della riconversione al bio durante i quali i prodotti non potranno però essere immessi sul mercato.

Una parte dei fondi sono stanziati dall’Unione Europea e la Francia, rispetto al nostro Paese, in questo settore, risulta ad oggi essere più virtuosa nella spesa e nella sua rendicontazione a dispetto di quanto avviene invece in Italia ove troppo spesso i fondi non vengono impiegati in modo adeguato o peggio in alcuni casi gli stessi tornano indietro poichè non vengono spesi!

Questa incentivazione alla conversione è riuscita a scardinare le resistenze degli agricoltori transalpini che vedono il loro primato in ambito UE nella produzione di colture tradizionali estensive come la barbabietola e i cereali. Accanto a questo, però non si deve dimenticare anche il traino proveniente dal mercato interno sempre più propenso a consumare prodotti biologici, anche nel 2012 si è infatti assistito ad una crescita superiore al 6,5% (anche in Italia, che anzi ha raggiunto e superato il 7%) in un periodo di “recessione” dei consumi anche agricoli, portando il valore di questo mercato a circa 4,2 miliardi di euro.

ll mercato francese importa, comunque, il 25% dei prodotti biologici e questo perché i relativi consumi stanno subendo un aumento importante. Quest’ultimo trend è ancora superiore per le mense scolastiche dove i genitori francesi sono propensi all’introduzione di alimenti di origine biologica .

Dal canto nostro, nel paese Italia non esiste una politica simile capace di incentivare e sostenere un settore come quello agricolo che invece potrebbe risultare strategico in termini occupazionali e di ricchezza nonostante il settore biologico, che sia per produzione che per consumi, è certamente superiore a quello francese.

Non vorremmo essere di fronte ad un altro “imperdonabile” errore dei nostri governi generalmente miopi in molti settori ma che in questo caso parrebbe ancora più intollerabile per il mancato utilizzo delle nostre potenzialità, nelle diverse produzioni, che risultano essere delle vere eccellenze nel mondo.

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