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Meglio utilizzare il concime biologico

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Le piante per crescere e svilupparsi hanno bisogno del sole per la fotosintesi clorofilliana, di acqua e di sali minerali, questi ultimi sono presenti nel terreno che dopo il raccolto si impoverisce e devono essere reintegrati, se si vuole tutelarne la produttività.

Altra cosa è mantenere la fertilità del campo, infatti per far ciò bisogna trovare il modo di ricorrere al concime biologico, un concime derivato solo da elementi naturali agricoli e animali, ossia non si tratta di immettere nel/sul terreno solo sali minerali ottenuti con processi chimici di sintesi, che poi hanno bisogno di molto tempo per “sciogliersi”, rischiando con il dilavamento di inquinare terreni, la falda acquifera, fiumi, laghi e mari
Le aziende agricole che praticano il metodo di produzione bio, e anche chi coltiva un proprio orto, devono far ricorso al concime naturale.
La terra così viene trattata come un essere vivo da alimentare per farlo crescere, al contrario dei concimi chimici che la considerano come un contenitore da riempire, dimenticandosi spesso che è stato provato il fatto che immettendo questo tipo di concime, ad un certo momento la terra abbassa la sua produttività nonostante la continua fertilizzazione, questo perché si perde la ricchezza dell’humus del terreno.
Si deve utilizzare il concime organico per arricchire la terra degli elementi necessari alla vita della stessa che poi vanno a ripercuotersi positivamente sulle piante messe a dimora che cresceranno, floride, vigorose sane ed equilibrate.
I concimi biologici possono classificarsi in: vegetali ed animali.
Per quelli di origine vegetale si può far riferimento al compost ottenuto dalla fermentazione di scarti di cibo, orto, potature, erba, foglie ecc. che deve essere effettuata rispettando tempi e modi per un’ottima preparazione.

compost biologico
Al compost si può aggiungere la sansa, la cenere di legna e il sovescio. La prima migliora la composizione del terreno, la cenere aggiunge il potassio e il sovescio, che più di un fertilizzante è una pratica agricola che consiste nell’interrare determinate piante, precedentemente coltivate, riuscendo a rendere il terreno più ricco di sostanze e di acqua.
I concimi biologici di origine animale fanno riferimento ai liquami, allo stallatico e al sangue essiccato delle bestie macellate.
Il primo è un tipo di concime bio che può provocare danni all’ambiente, infatti c’è il serio rischio che il liquame, se usato in maniera sbagliata possa inquinare le falde acquifere e nello stesso tempo disperdere troppo velocemente l’azoto, non dando alla pianta la possibilità di assorbirlo.
Il migliore, è senza dubbio lo stallatico o letame che però prima di essere utilizzato (soprattutto se si tratta di deiezioni di bovini, equini ed ovini) deve essere “trattato”, cioè macerato e periodicamente umidificato per almeno 6 mesi.
Per quanto riguarda il concime derivante dal sangue degli animali da macello ce ne sono diversi tipi ottenuti in maniere diverse ma ciò che li unisce è che vengono utilizzati, in agricoltura, dalla notte dei tempi.
Con questo tipo di fertilizzante vi è un incremento delle rese delle colture e, le stesse e i frutti risultano mediamente più grandi e sani, e per molte ricerche più saporiti.
A queste due categorie di concimi biologici, (animali e vegetali) se ne può aggiungere un’ altra, quella del prodotto misto che può essere costituito dal compost vegetale unito, ad esempio, con la pollina (il letame dei volatili) che viene ridotto a volte in pellettato ed è ricco di potassio, fosforo ed azoto.
Coltivare con passione sicuramente, e concimare meglio, attraverso il concime naturale organico, sono due temi a cui l’agricoltura di oggi, anche ad uso familiare, non può rinunciare.

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